Un Mare di Plastiche

L’immagine che ho usato mi dà una profonda tristezza… un cavalluccio marino che si ancora a dei rifiuti invece di ancorarsi alle alghe.
Ormai non siamo solo in un Mare di plastiche, ma anche in un Mondo di plastiche, se stiamo un po’ attenti agli oggetti che ci stanno intorno e che usiamo quotidianamente.
Perché un mare? Perché in mare finiscono tutti i rifiuti fatti di plastica, facendo danni enormi, oltre ad essere terribile da vedere, il fluttuare di masse di plastica sulla massa d’acqua da cui deriva tutta la vita sulla Terra.
Ci si legano tanti fattori, dalla pesca (le reti che vengono abbandonate, anche non volutamente) al poco rispetto delle persone che lasciano in natura contenitori vuoti, piattini, materassini, infradito, sacchetti, bottigliette, cannucce e chi più ne ha, più ne metta.
Il danno dato da questa problematica, è enorme. In diversi frangenti.
Il più visibile di tutti è quello che ha a che fare con l’ingerimento, la cattura di questi oggetti da parte degli animali selvatici.
Le tartarughe scambiano i sacchetti per delle meduse e se ne cibano. Secondo l’ISPRA c’è la presenza di plastica all’interno di 1 tartaruga su 2, cioè nel 50%! Oltre a questo, possono rimanere incastrate le teste, le zampe, le pinne o il torso degli animali che nuotano e non riescono a liberarsene, così da avere addirittura problemi e malformazioni durante lo sviluppo, problematiche che possono portare anche a mesi di sofferenza e alla morte.
Che cosa possiamo fare noi per aiutare l’ambiente a non avere quantità sempre maggiori di plastica?
1_ Rispetto della natura. Il mare è da dove tutta la vita sulla Terra è nata, quindi il rispetto mi sembra la cosa che gli dobbiamo di più in assoluto.
2_ Torniamo ad essere meno schiavi dell’usa e getta e cerchiamo di prendere oggetti riutilizzabili e NON in plastica.
Ad esempio:
Le borsine di plastica sono state soppiantate da quelle biodegradabili, ma ci può fare un passo ulteriore, comprando quelle in tela e i sacchetti di carta, che sono anche indubbiamente più resistenti.
Meglio scegliere formaggi, salumi, carne al banco e non quelli già confezionati nei vassoietti e pellicola.
A casa si possono utilizzare le tovagliette di cotone, per la colazione.
Al posto del pettine in plastica, si può prendere in legno…cosa di più ma dura di più ed è più salutare.
Biberon, borracce da portarsi via tutti i giorni, meglio in vetro.
Comprare detersivi sfusi invece di prendere e gettare contenitori tutte le volte.
Fai yoga? Un bel tappetino in bamboo!
In cucina si possono scegliere mestoli, taglieri, ciotole ecc in legno, metallo o vetro.
Fai dei cocktail a casa? Niente cannucce o agitatori monouso.
Per lo sport, ma anche tutti i giorni, meglio abbigliamento in fibre naturali (anche l’accappatoio) e non in microfibra.
Stendere la biancheria? Mollette di legno.
Ci sono mille modi per aiutare il Pianeta. Siamo super presi da questa società dell’usa e getta (presente in ormai troppi aspetti della vita), è il momento di rallentare e capire che niente è eterno e nessun comportamento pessimo nei confronti della natura è immune dal ritorcersi contro di noi, dopo che già ha  fatto del male a tanti altri esseri.
Rispettare il mare, vuol dire rispettare la culla della vita, il ventre di tua madre.

Arianna WildHeart
#respectnature #useyourbrain #dontbeasheep

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