Che bello viaggiare…

Viaggiare.
Una parola che ormai è diventata molto comune. Una volta, potevano viaggiare solo in pochi…chi stava economicamente bene poteva permettersi di salire su una carrozza, su un treno e andare in posti lontani.
Ma era molto rischioso farlo, non era una passeggiata. Si rischiava di essere derubati, non si sapeva cosa ci si potesse aspettare, se andavi in uno Stato diverso da quello in cui eri nato, nessuno capiva la tua lingua.
In poche parole, se viaggiavi, dovevi adeguarti e andare VERAMENTE all’avventura.
Oggi, il modo di viaggiare è decisamente cambiato.
Adesso si è spinti dalla pressione sociale dell’apparire benestanti (viaggio perché ho i soldi) o da quella del ‘voglio fare il ribelle e non essere mai in un punto fisso, voglio conoscere cosa c’è fuori’… peccato che sarebbe anche carino imparare a conoscere più profondamente anche quello che hai vicino. Perché tanti viaggiano o sognano posti esotici e poi non sanno nemmeno come si chiama il monte che hanno dietro casa. Ma parere mio a parte…
Oggi siamo arrivati al punto che TUTTI dobbiamo viaggiare. Queste fantastiche teorie psicologiche del “per scoprire chi sei devi viaggiare” oppure “chi viaggia ha la mente più aperta”… non è vero. O meglio, è vero in parte e comunque dipende da COME si fa.
Esattamente, come si viaggia ora?
Abbiamo mezzi di trasporto veloci (auto, bus e treni) e molto veloci (aerei). Prenotiamo stando comodamente a casa nostra, con il PC… sia il mezzo di trasporto che il DOVE alloggiare. E ovviamente ora è pieno di infrastrutture adatte e comode per chi si sposta da turista. Se si conosce l’inglese, nella maggior parte dei Paesi del mondo, ti comprendono.
E tutto questo perché? Perché il turista, adesso non è come una volta. Il turista vuole essere servito, riverito e sentirsi a casa. Vuole fare un “avventura”, un esperienza… ma con le comodità di casa.
E tutto questo, sarà un bene o un male per l’ambiente?
La risposta è una e una soltanto… E’ UN MALE.
Si spostano tutti, quindi si impennano le emissioni di gas serra ed inquinanti, che anche se nelle auto sono sempre più controllate, negli aerei non lo sono (e comunque, saranno controllate nelle auto, ma se di auto se ne spostano a valanghe, è troppo comunque).
Ciò porta ad una peggiore qualità dell’aria ma anche all’aumento dell’effetto serra e quindi al riscaldamento globale (manca 1° di temperatura in più per arrivare al punto di non ritorno e rovinare tutto).
Per costruire la miriade di infrastrutture dedicate al turismo, si deve andare a distruggere almeno una parte di territorio che prima era naturale.
Conseguenze: occupazione antropica di zone che prima erano di flora e fauna selvatica, e frammentazione di ecosistemi ed habitat.
Con i mezzi di trasporto e più zone urbane, si ha un aumento del rumore e del disturbo nei confronti della fauna locale.
Spostarsi vuol dire anche più possibilità di incidenti, quindi per l’ambiente più materiale non naturale (liquidi, gomme, metalli,…) riversato e preso in carico dal territorio.
Senza contare che ormai il rispetto è qualcosa che non è più di moda, e quindi aggiungiamo anche la quantità enorme di rifiuti che l’uomo si lascia dietro nelle sue attività quotidiane.
Viaggiare è bello? Si. Non per l’ambiente. Siamo arrivati al troppo.
L’uomo si è sempre spostato, ha sempre migrato… ma non aveva questa marea di mezzi super inquinanti e questi miliardi di comodità, quindi non prendiamo come scusa il “l’uomo è programmato per spostarsi”…perché quello lo fa’ ogni specie animale che trova una zona in cui può vivere… il problema è il COME viene fatto.
Non andate dietro alle mode, usate la vostra testa.

Arianna WildHeart
#respectnature #useyourbrain #dontbeasheep

Un pensiero riguardo “Che bello viaggiare…

  1. ciao Arianna, condivido le tue informazioni di questo interessante articolo. Nel mio piccolo mi è capitato di vedere e sentire purtroppo persone che davano informazioni sbagliate o che creavano gravi danni all’ambiente sardo. Purtroppo d’estate ci sono incivili che prendono i chicchi di quarzo della storica spiaggia di Is Arutas che fa parte dell’area marina protetta del Sinis (Cabras)….Una cosa che non mi piace è chi viaggia gratis ovunque e magari crea problemi anche all’ambiente. Purtroppo ho saputo che è successo anche in Sardegna.
    Se ti farà piacere un giorno parleremmo di questo argomento molto interessante.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...