The Kraken

Il Kraken. Un mito che vive nelle storie di mare raccontate dai marinai dei Paesi Europei, da fine 1600… Arrivato fino ai giorni nostri grazie a film come “The Pirates of the Caribbean” dove il Kraken viene invocato da Davy Jones, ma soprattutto all’indimenticabile “Liberate il Kraken!”, detto nel film “The Clash of the Titans”.
Il Kraken è quindi, una figura mitologica, che però non ha radici completamente fantasiose.
E’ un enorme animale mitologico, un polpo o un calamaro.
Ma cosa può aver acceso queste fantasie e racconti?
Nella realtà, ritroviamo questo animale assomigliare molto al Calamaro Gigante e/o al Calamaro Colossale. Quindi possiamo oggi, tassonomicamente, riconoscerlo così:
Phylum Mollusca (Molluschi)
Classe Cephalopoda (Cefalopodi)
e abbiamo 2 opzioni differenti:
Genere Architeuthis, dove troviamo più generi, per il Calamaro Gigante
Genere Mesonychoteuthis
e specie M. hamiltoni, per il Calamaro Colossale
Qui ritroviamo i più grandi calamari esistenti. Fra gli Architeuthis abbiamo le femmine che arrivano ad una lunghezza di 10 metri, mentre i maschi arrivano ad una lunghezza di 13.
Il M. hamiltoni è invece il più grande di tutti, 15 metri di lunghezza stimati. Intero, è stato ritrovato di 10 metri e 495kg, ma la stima è basata sui resti trovati negli stomaci dei capodogli. E questo fa sì, che sia il più grande fra tutti gli invertebrati conosciuti, e i suoi occhi pare siano i più grandi del regno animale.
Il Calamaro Colossale, si suppone si cibi di Merluzzo Australe e calamari più piccoli, in quanto, il suo areale di distribuzione, si ritrova in una fascia dal Nord dell’Antartide, fino ad avvicinarsi alla punta del Sud America, Sud Africa e parte più a Sud della Nuova Zelanda. Quindi è un abitante dell’Emisfero Australe. E non può essere lui il soggetto delle leggende e miti che ritroviamo nelle popolazioni del Nord Europa, ma vediamo ancora due curiosità.
Sono animali che vivono a grandi profondità, i giovani arrivano a 1000 metri, mentre gli adulti arrivano fino a 2200 metri di profondità, per questo non è facile conoscerli bene e sapere le dimensioni esatte. Anche con la morte naturale dell’animale, il corpo viene decomposto molto velocemente e difficilmente arriva in superficie. Ogni tanto succede, perché magari si ritrovavano ad una profondità più bassa, al momento della morte, o i corpi sono stati trasportati da qualche corrente ascensionale particolare.
Passiamo quindi a vedere il genere Architeuthis, il Calamaro Gigante.
E loro, in effetti sono distribuiti in praticamente tutti gli oceani del Mondo, si trovano anche vicini alle isole Britanniche e Africa Meridionale. Sono rari in zone tropicali e polari…insomma, gli piace stare in una bella via di mezzo.
Anche loro vivono a grandi profondità e si cibano di pesce e/o cefalopodi più piccoli. A loro volta, possono venire predati, nonostante siano così grandi. Da adulti, solo i Capodogli possono predarli e in base all’areale, possono predare i Giganti oppure i Colossali. Infatti, nei loro stomaci, si possono trovare resti, con cui si possono fare le stime di grandezze di queste specie, ma sui loro corpi si vedono anche i segni delle lotte per la predazione, perché i Calamari, nelle loro ventose hanno anelli di Chitina, che utilizzano per ferire e aggrapparsi alla preda o, nel caso dei Capodogli, all’animale che li sta attaccando.

Sicuramente nel 1600/1700 per gli uomini che prendevano il mare, con le loro bellissime navi, vedere questi animali incuteva rispetto e paura per il luogo in cui stavano viaggiando. E questo, aiutato da una bella dose di voglia di raccontare particolari storie, ha fatto nascere questo mito.
Anche perché, i cefalopodi, sono animali che non hanno paura di attaccare, e normalmente non hanno paura dell’uomo. Questo non significa che si mettono ad attaccarci a vista, ma se si spaventano o si sentono minacciati, non si tirano indietro.

La figura leggendaria del Kraken è una figura che mi piace particolarmente. E’ un animale di Mare, che normalmente vive nelle profondità e se ne stà tranquillo a fare la sua vita, ma ogni tanto, se ne torna in superficie e fa strage con le navi e gli esseri umani su di esse. E mi fa ricordare la forza della Natura, che per quanto se ne stia tranquilla e ci lasci fare i nostri comodi, quando si arrabbia ci fa sentire minuscoli e inermi.
Ancora più enfatizzato dal fatto che è un animale marino… La vita è nata dall’acqua, dai mari e dagli oceani, e tanto quanto possono dare la vita, possono anche dare la morte. Una dualità che mi fa trovare affascinante questo mito.
Dopo questo viaggio nei miti e nelle profondità marine, vi lascio il link al mio articolo sulle curiosità sui polpi!
https://wildheartnaturalist.com/2018/11/05/polpo-e-non-polipo/

Arianna WildHeart
#useyourbrain #respectnature #dontbeasheep

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